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L'on. Luigi De Magistris è un europarlamentare eletto tra le fila dell'Italia dei Valori nonchè ex magistrato, intervistato da ASCA dice la sua riguardo la maxi inchiesta che ha colpito la città di Corigliano Calabro l'ormai famosa operazione: "SANTA TECLA"

 

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f7/Luigi_de_Magistris.jpg/195px-Luigi_de_Magistris.jpg''E' davvero incredibile che il sindaco di Corigliano Calabro (Cs), Pasqualina Straface, accusata di concorso esterno in associazione mafiosa per i suoi presunti stabili collegamenti con la criminalita' organizzata, resti ancora al proprio posto''. A sostenerlo e' Luigi de Magistris, europarlamentare Idv.

''Dall'inchiesta 'Santa Tecla' della Dda - continua de Magistris - emerge un quadro davvero inquietante che evidenzia gli intrecci tra amministratori pubblici, politici, imprenditori, professionisti e criminalita', finalizzati all'accaparramento illecito dei soldi pubblici e al controllo del voto. Lo stesso scenario sul quale io stesso, da magistrato, avevo indagato - in particolare sull'erogazione di contributi europei per l'agricoltura -, e nel quale un ruolo di primo piano aveva la 'cricca' di riferimento del sindaco Straface''.

''Bisogna liberare Corigliano da questa cappa politico-mafiosa che controlla l'economia del territorio, il lavoro e il voto - conclude de Magistris -, e ripristinare le piu' elementari regole della democrazia. Di fronte all'arroganza di una classe politica che crede di potere far finta di nulla, il governo deve intervenire con l'accesso agli atti dell'amministrazione, per verificare il livello di infiltrazione della criminalita' e procedere, se necessario, allo scioglimento del Consiglio comunale''.

 

(ASCA)

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Corigliano - Le ipotesi di accusa: Concorso in associazione mafiosa. Ed intanto alle 18 si terrà il consiglio comunale....


Anche Pasqualina Straface, sindaco di Corigliano Calabro (Cosenza), sarebbe indagata nell'ambito dell'inchiesta "Santa Tecla", che ha gia' portato in carcere i suoi due fratelli Mario e Franco, accusati di forti collusioni con la 'ndrangheta. La notizia si legge oggi su "il Quotidiano della Calabria", che specifica che il sindaco sarebbe stata iscritta nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa, insieme ad un altro centinaio di persone.

Sindaco-Pasqualina-Straface.jpgIl tutto nell'ambito di un secondo troncone dell'inchiesta, che riserverebbe molte sorprese. La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro sta infatti profondamente scavando negli intrecci presunti tra mafia e politica.

La Straface (in foto) - secondo le ipotesi di accusa - avrebbe ricevuto decisi aiuti dalle cosche nelle due ultime competizioni elettorali, come si evincerebbe da alcune intercettazioni e dalle dichiarazioni di alcuni pentiti. Proprio per questo pomeriggio e' previsto a Corigliano Calabro il primo consiglio comunale dopo gli arresti. Il sindaco Pasqualina Straface si e' sempre dichiarata estranea alle vicende addebitate ai fratelli e nei giorni scorsi, in una conferenza stampa, ha allontanato qualsiasi ipotesi di dimissioni dall'incarico.

 

FONTI: AGI - Agenzia Giornalistica Italia

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locandina-CORIGLIANO-D-ESTATE.JPGSaranno 7 le Band che si esibiranno sul palco del "Corigliano Live Music Fest 2010" a Schiavonea l’8 agosto,

 

L’evento inizierà alle ore 21,00. Si seguiranno tra gi ospiti gli EBOLA, i RADON, i THE SAVIOR , LE TESTE CALDE, I SAMSARA, MAXSIN, DOTT.DAMN

 

Si ringraziano anticipatamente tutti gli sponsor dell’evento, l’Amministrazione Comunale di Corigliano Calabro , le Guardie Ambientali d’Italia , Cometa Radio Calabria.Tutta la Cittadinanza è invitata all’Evento.

 

L’organizzatore Gabriele Sposato

INFO: www.coriglianolivemusicfest2010.com

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Via Santa Tecla è dietro al Duomo. Le vetrine di Montenapoleone e le luci della Galleria la nascondono un po’. Gli infiniti obiettivi dei giapponesi la ignorano.
Eppure cinquant’anni fa via Santa Tecla era il posto del “Club”. Cabarettisti e aspiranti cantanti divertivano Milano con serate memorabili. Al “Club” debuttarono Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. Fecero storia e fortuna.

Oggi il “Club” non c’è più, il moderno ha travolto i ricordi. Via Santa Tecla è solo un posto, a Milano centro. La legge del tempo, in una città senza più identità, ha cancellato gli eventi.

Sulla strada del “Club” un pezzo di ‘ndrangheta organizzava le strategie dello spaccio. Gli appartenenti al clan si riunivano nei localini degli aperitivi chic per parlare di business: all’ombra del Duomo, con la Calabria in culo al mondo.
L’operazione scattata nelle scorse ore l’hanno chiamata proprio “Santa Tecla”, che sa un po’ di rivincita e un po’ di sconfitta.
Il clan che aveva egemonizzato la zona è quello di Corigliano, paesone che si affaccia sullo Jonio e si stende nei meandri della Piana di Sibari. Qui la ‘ndrangheta ha fatto morti ammazzati, ha terrorizzato gente, ha importato fiumi di eroina dall’est, ha concesso i marciapiedi agli albanesi in cambio di kalashnikov e marijuana.
Il primo “locale” lo fondò don Peppino Cirillo. Il compare di Raffaele Cutolo scelse la ricca e anonima Sibaritide per far crescere i suoi affari. Erano gli anni ’70. Lasciò la Campania, forse costretto da uno sgarro imperdonabile. Si seppe rifare in Calabria.
All’ombra di Cirillo imparò il mestiere Santino Carelli, boss indiscusso degli anni ’90. La sua discoteca sul lungomare di Schiavonea sparava i fari nel cielo dello Jonio, in quegli anni. Illuminavano tutto il golfo, erano visibili da Rossano ad Amendolara.
Ci andai a ballare, ancora 15enne. Per l’estate i miei prendevano in affitto sempre la stessa casa, a qualche chilometro da Corigliano.
Gli amici del posto mi spiegarono alcune regole, prima di entrare. Era il covo del clan, ne ero cosciente. Passai il tempo ad osservare i movimenti impacciati e gli sguardi timorosi. In quel periodo bastava un niente, e poteva essere l’ultima birra.
Negli anni le operazioni “Lauro”, “Galassia” e “Omnia” hanno inflitto duri colpi al potere militare del locale coriglianese. Lo hanno decimato numericamente, indebolito. Ma l’operazione “Santa Tecla” ha dimostrato che la Santa non muore mai. Che mentre i vecchi boss stanno in carcere, nuovi scagnozzi portano avanti business importanti nella ricca Lombardia.

I lanci di agenzia sull’operazione Santa Tecla mi hanno reso nervoso. Per la prima volta da quando sono via provo rabbia e non rassegnazione.

Lo scorso gennaio, ancora in Calabria, andai a Corigliano. Erano le 4 del mattino. Ricordo il ghiaccio sul parabrezza dell’auto e una sigaretta che riscaldava il fiato. Scrutai la Sibaritide all’alba per un’inchiesta sulla ‘ndrangheta e lo sfruttamento dei clandestini. Erano i giorni della guerriglia nera a Rosarno. Toccai con mano la difficoltà dei nordafricani, i loro accampamenti da schiavi. Mi fermai in una piazza dove i furgoni dei caporali caricavano anime in pena. Venti euro per 18 ore di lavoro. I bulgari, coi loro sacchetti del discount, si vendevano per poco. E la ‘ndrangheta osservava tronfia: edificava nuovi villaggi, imponeva la coca nella piazze e la guardiania ai commercianti. Routine, in Calabria.
Il racconto di quel giorno non fu pubblicato. La direzione del giornale per il quale lavoravo lo ritenne privo di valenza giornalistica. Lo cestinai senza salvarne copia. Quel giorno lasciai la Calabria, nel cuore e nella mente.
Oggi che “Santa Tecla” non è più solo il nome di una strada ripenso a quel reportage censurato e alle serate sul lungomare di Schiavonea.
E se ci fosse ancora Gaber, chissà cosa direbbe.

BIAGIO SIMONETTA

gliitaliani.it

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Leggi i 1 commenti - Commenta - Di Biagio Simonetta "gliitaliani.it"

Nessuno parla, tutto tace. L'operazione "Santa Tecla" ha portato all'arresto molti coriglianesi tra cui nomi piuttosto eccellenti. Come mai destra, sinistra, centro, sopra e sotto sono tutti in silenzio?

Noi semplici cittadini vorremmo sapere di più, vorremmo conoscere le opinioni di chi adesso ci governa a Corigliano e da chi ci rappresenta a livello provinciale, regionale e nazionale. che cosa ne pensano? vorremmo anche conoscere le opinioni e le intenzioni del nostro sindaco.

Ormai sono passati dei giorni e tutto continua a tacere...e  non vorrei esagerare ma "sta cosa" mi puzza...

Nel frattempo speriamo che qualcuno ci dia delucidazioni a riguardo..

 

Pasquale, un cittadino onesto

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L'Amministrazione Comunale della Città di Corigliano Calabro rende noto che l'ASP di Cosenza ha stilato il programma delle attività di disinfestazione, fase adulticida, del territorio. Le operazioni verranno effettuate all'interno della cinta urbana e delle immediate vicinanze,

secondo il seguente elenco:

  • 26-27 luglio a Schiavonea alle ore 3:00
  • 28 luglio a Corigliano Centro e Montagna, alle ore 3:00
  • 30 luglio a Corigliano Scalo, alle ore 3:00
  • 3 agosto nelle contrada sud, alle ore 3:00
  • 4 agosto nelle contrade nord, alle ore 3:00

Invitiamo la popolazione ad attenersi alle seguenti raccomandazioni durante il periodo dell'intervento: tenere chiuse le finestre; coprire piante e colture; non esporre alimenti all'esterno; provvedere, una volta finito l'intervento, a pulire finestre e balconi. 

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Arrestati in 67 e sequestrati beni per 250 Milioni di €

Timpone-Rosso.jpgBlitz della Gdf e dei carabinieri nell'alto Ionio Cosentino, colpito il "locale" di Corigliano Calabro per l'arresto di 67 presunti affiliati a un clan della 'ndrangheta. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, usura, traffico di sostanze stupefacenti. Gli arresti vengono eseguiti, oltre che nel cosentino, nelle province di Roma, Reggio Calabria, Foggia, Bologna, Brescia e Milano.

Tra gli arrestati vi sono anche Mario e Franco Straface, imprenditori, fratelli del sindaco di Corigliano, Pasqualina Straface. 

I due, indicati dai collaboratori di giustizia come storicamente legati alla cosca di Corigliano, sono accusati per un'estorsione compiuta nell'ambito della realizzazione di un villaggio turistico in localita Thurio. Secondo l'accusa, il titolare della società che stava realizzando la struttura è stato costretto da Maurizio Barilari, ritenuto il capo della cosca di Corigliano, ad affidare un appalto milionario, prima per la sola fornitura del cemento e poi per tutta l'opera, alla Straface Srl di Mario e Franco. I due imprenditori hanno poi scelto le imprese subappaltatrici che hanno fatturato alla ditta Straface importi non dovuti grazie ai quali sono stati creati fondi neri girati poi alla cosca. Secondo l'accusa, i fratelli Straface, con l'appoggio dei vertici della cosca, hanno imposto all'imprenditore condizioni economiche tali da determinare un aggravio di spesa superiore al 20% dell'importo dei lavori.

Ad accusare i due fratelli sono stati alcuni collaboratori di giustizia che li hanno indicati come "amici" delle cosche di Corigliano.

Nella stessa operazione i finanzieri hanno sequestrato beni per 250 milioni di euro.

Le indagini condotte dai finanzieri dello Scico di Roma e del Gico di Catanzaro hanno ricostruito il capitale accumulato dai principali indagati, costituito, prevalentemente, da beni immobili, attività commerciali e quote societarie intestate direttamente o tramite prestanome. Tra i beni sequestrati figurano 48 società di capitale o di persone ed imprese individuale operanti principalmente nel settore dell’edilizia, degli appalti e nella distribuzione di prodotti di cartoplastica, 69 tra appartamenti e ville, 68 terreni, 55 veicoli e numerosi rapporti bancari e polizze vita.

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Potrebbe esserci l’ennesimo caso di malasanità dietro la morte di una bambina appena nata nell’ospedale di Rossano, in provincia di Cosenza.

La piccola è deceduta mentre veniva trasportata, tramite elisoccorso all’Annunziata di Cosenza. Sul tagico episodio, di cui ancora non sono chiare le cause, ora la Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali ha avviato un’indagine.

 

I fatti risalgono al 13 luglio scorso quando la madre al settimo mese di gravidanza, avendo accusato dei dolori addominali ha chiesto l’intervento della Guardia medica che le ha somministrato un antidolorifico. Non sortendo nessun effetto si è reso necessario il trasporto immediato verso il pronto soccorso di Trebisacce. Da qui è stata trasferita però al presidio di Rossano perché a Trebisacce era chiuso il reparto di ostetricia e ginecologia. Un viaggio, quello verso l’ospedale di Rossano, che la coppia ha dovuto inoltre affrontare con il proprio mezzo perché non era a disposizione l’unica ambulanza del 118.

 

Una volta arrivata a Rossano, alla donna è stato diagnosticato un distacco della placenta e si è reso necessario un parto cesareo: la piccola appena nata è stata intubata, ma le sue condizioni erano gravi al punto da preparare un altro trasferiremo, questa volta alla neonatologia dell’Annunziata di Cosenza e con l’elisoccorso. Purtroppo però alla piccola non è bastato il tempo di arrivare che è morta durante il trasporto.

 

Alla luce di quanto successo viene avviata un’indagine sul caso della bimba nata all’ospedale di Rossano (Cosenza) da parte della Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali. La commissione è presieduta da Leoluca Orlando.

 

Nella lettera inviata da Leoluca Orlando al governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, viene chiesto un rapporto dettagliato dell’intero episodio al fine di verificare anche eventuali responsabilità individuali o disfunzioni organizzative.

Ennesimo episodio di mala sanità in Calabria che colpisce per l’ennesima volta la fascia debole dei bambini e dei neonati. La Commissione e l’amministrazione Regionale dovranno lavorare affinché episodi come questi non accadano mai più, e per ridare un assetto alla sanità calabrese.

 

E pensare che pochi giorni fà qualcuno diceva di voler ancora chiudere 3 o 4 Ospedali in Calabria....

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A SEGUITO DELLA NOTA DELL’ENEL PROT. N° 32227/20010 SI COMUNICA CHE L’ENERGIA ELETTRICA IN DATA 19 LUGLIO 2010 DALLE ORE 8,30 ALLE ORE 13,30 VERRA’ INTERROTTA PER EFFETTUARE LAVORI DI MANUTENZIONE SUGLI IMPANTI .

LE VIE INTERESSATE SONO LE SEGUENTI: C/DA BONIFACIO; C/DA C. GIARDINO; C/DA CHIUBBICA; C/DA CICIARIELLO; C/DA FERRAINO; C/DA MACELLO; C/DA P. MARGHERITA; C/DA PENDINO; C/DA RALLA.

 

CITTÀ DI CORIGLIANO CALABRO

Segreteria del Sindaco

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DAL 15 AL 20 LUGLIO 2010, TUTTE LE SERE ALLE ORE 21.00 IN PIAZZA PORTOFINO INGRESSO GRATUITO

 

Alla presenza di uno dei più importanti e sicuramente più noti giornalisti della cronaca cinematografica italiana,Vincenzo Mollica, domani prenderà il via la tappa di Corigliano Calabro dell'ottava edizione di CinemadaMare, il più grande raduno di giovani registi del mondo. Dopo Roma e Bari, la “carovana” di giovani filmmakers troverà nella suggestiva città jonica, ancora una volta, spunti per altri film. Come sempre, infatti, ogni regista viene al Festival per girare una propria opera ogni settimana, contando sulla nostra ospitalità gratuita per l’intera durata della Manifestazione, e sulla bellezza delle location che in Corigliano abbondano, dal capoluogo dominato dall'immenso castello, alla città nuova che è nata attorno alla scalo ferroviario, al borgo marinaio che con le sue strade strette di specchia nel mare, fino alla meravigliosa collina che fa da corona al centro storico.

 

CinemadaMare è la più lunga kermesse di cinema (nata nel 2003). Otto anni di lavoro esaltante che hanno trasformato CinemadaMare nel Festival dei record:

 

il più grande raduno di giovani cineasti provenienti da tutto il mondo (lo scorso anno ne sono venuti 100 da 48 Paesi di tutti i continenti);

ospitalità gratuita per tutti questi registi, con anche un rimborso sulle spese di viaggio aereo da qualunque parte della terra;

il più grande set a cielo aperto;

l’unica kermesse cinematografica dove i Film si girano durante lo svolgimento dell’Evento;

il Festival più lungo del mondo (2200 chilometri; 47 giorni; 6 regioni coinvolte);

quarantacinque Grandi Ospiti della cinematografia nazionale e mondiale (da Wim Wenders a Giuseppe Tornatore, da Margarethe von Trotta a Giuliano Montaldo, Amos Gitai, K. Zanussi, V. Mollica, V. Cerami, e molti altri…), e cento ore di lezioni di cinema e work shop;

centosettanta film in concorso;

l’unica Manifestazione itinerante che attraversa tutte le Regioni del Centro Sud Italia (Roma/Lazio, , Bari/Puglia, San Potito Sannitico/Campania, Matera e Nova Siri/Basilicata, Reggio Calabria e Corigliano Calabro/Calabria, Acireale/Sicilia), in un “tour” che inizia il primo luglio e finisce il 17 agosto del 2010.

 

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